macro tarocche: come evitare di doversi vende un rene al mercato per acquistare un obiettivo macro.

30.01.2010

labdien gente! (adesso sapete come dire ciao in lettone!) (no, non ho strangolato l’ultimo neurone che mi era rimasto.. chi usa flickr capirà)

quest’oggi voglio introdurvi nel meraviglioso mondo delle lentine macro. sigla (no, però sul serio dovete ascoltarla, se no mi prendo troppa collera).

dunque, la balenottera azzurra è un cetaceo della famiglia delle balaenopteridae.. no, aspettate, mi son lasciata prendere la mano per via della sigla. dobbiamo parlare delle lentine macro.

partiamo dal presupposto che a me la parola ‘lentine’ mi fa leggermente venir voglia di dare di stomaco, che mi fa venire in mente quelle per gli occhi ed io (per quei pochi che ancora non lo sanno, ma che dovrebbero saperlo, perchè metti che andate a chi vuol esser milionario e vi capita sta domanda poi come fate? u.u) c’ho schifo ribrezzo e compassione per tutto ciò che riguardi gli occhi o possa entrare nello spazio vitale di un occhio (non importa se mio o altrui), dall’eyeliner al collirio, dalle dita alle ciglia.. okkèi, vado un attimo a vomitare la cena, torno subito. intanto diamo la pubblicità.

allora, dicevamo. volete immortalare con una bella (o quantomeno decente, o passabile) macro le orchidee che tenete sul balcone prima che sfioriscano (invece di fare come me, che mi sono detta ‘domani lo faccio‘ e il giorno dopo era rimasto un drammatico mucchietto di cosine rattrappite che assomigliavano a come sarebbe oggi cher se non avesse fatto 2750 lifting T.T) ? non avete l’obiettivo per le macro? non avete intenzione di spendere 500eppassa euri per il 100mm f/2.8 della canon? o meglio: fosse per voi li spenderesti anche, ma proprio non ce li avete e non vorreste dovervi vendere un rene? oppure: il rene ve lo vendereste anche, ma poi come fate a scolarvi sei birre in una serata, ubriacarvi e mettervi a cantare la versione metal di sono piccoli problemi di cuore ♥ sotto lo sguardo inorridito dei vostri amici? a quanto pare non vi resta che pensare a cosa farebbe mc gyver al vostro posto. beh, potete sempre aggiungervelo come amico su fèisbuk e chiedergli un consulto, ma intanto che aspettate, se vi accontentate del mio immodesto parere vi dico che la soluzione si chiama lentine macro/closeup.

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grezzo è bello – il formato RAW.

23.01.2010

buondì (non quello motta, che con quei pezzoni di zucchero e quell’aria slavata non ci piace) :D

ispirata dal commento di ImAGreenApple (e non dalle zuppe nonmiricordodichemarcaeranomalapubblicitàerapatetica che da grande ti fanno sentire ispirata) (sì, non sono capace di finire una frase senza inserire le parentesi, e allora? umpf.) che mi chiedeva come aprire i file RAW sul pc, ho pensato (sì, io penso anche, e allora? umpf2ilritorno) di scrivere due parole al riguardo.

iniziamo col dire che RAW significa ‘grezzo’. ma non grezzo come il vostro amico gianfranco (sì, annuncio a tutti i suoi fanZ che gianfranco is back) che non potete portarvelo appresso perchè vi fa fare figure marroni ovunque. grezzo come ‘non elaborato’, nel senso che vi restituisce l’immagine così come è stata catturata dal vostro click. ve la converte da analogico a digitale, ovvio, altrimenti non la vedreste mai sul pc, ma non ci sono altre elaborazioni da parte della fotocamera. perciò non c’è compressione, e non rischiate perdita dei dettagli d’immagine e aberrazioni cromatiche (nel passaggio a jpeg le fotocamere tendono a manipolare i colori un pò come gli pare).

tutte le reflex digitali vi permettono di scattare in RAW, e talvolta anche le bridge e le compatte di alto livello vi fanno questa cortesia. io vi consiglierei comunque di scattare in doppio formato (raw e jpeg) se avete tanto spazio sulla scheda di memoria. però io la faccio facile perchè ho 16 giga e ci sguazzo, quindi vedete un pò voi. tenete presente però che il file raw è molto più pesante del jpeg, quindi fate bene i vostri calcoli, perchè rischiate di ritrovarvi la memory card intasata dopo pochi scatti.

le canon salvano i raw in formato CRW (canonRaw), la cui estensione è .CR2. quindi quando acquisite le immagini dalla fotocamera ricordatevi che è quello il formato di file su cui ci interessa lavorare. per completezza di informazioni e spirito bipartisan, anche se questo blògg non è una testata giornalistica ma una testata sui denti, vi informo che con le nikon il formato dovrebbe essere NEF. ma a voi quest’informazione non serve, perchè siete tutti canonisti convinti.. VERO?

torniamo a noi. come apro sto benedetto file .CR2 sul mio pc? come faccio a lavorarci su? la risposta ai vostri problemi si chiama Adobe Camera Raw. camera raw è un plug in di photoshop, quindi vi basta aprire il file con photoshop e lui vi indirizzerà da solo a camera raw. se non lo fa è probabilmente perchè non avete le impostazioni giuste. quindi per controllare andate su photoshop, modifica> preferenze > gestione file.., e controllate che ci sia la spunta su ‘priorità ad adobe camera raw per formati raw supportati’.

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vinci vinci con vivincì.. – fotografare uno splash, attempt 1.

22.01.2010

metti un giorno di pioggia in cui andrea e giuliano non incontrano licia per caso, e nemmeno a farlo apposta.

(che però poi è uscito il sole, ma faceva un freddo cane lo stesso) (bau :ù)

metti che il libro di sociologia dei mass media ti guarda in cagnesco (bau bau :ù) , ma a te del modello di shannon e weaver non te ne può fregare di meno, e preferisci pensare alle vacche in puglia.

(che però poi ho studiato, perchè sono una bimba diligente e non voglio finire a fare la abbacianda agricola) (su questo magari ci torniamo un’altra volta)

metti che ti sei alzata dal letto con un doloretto poco rassicurante alle tonsille e il naso tappato, e dopo aver lanciato improperi alla tua metà per averti attaccato il colera ti sei messa a setacciare la casa alla disperata ricerca di un’aspirina.

(che però poi m’è andata di culo come al solito e si è rivelato un altro di quei miei raffreddori miracolosi lampo che sfogano in meno di sei ore) (sono la donna dei miracoli, ebbene sì. il terzo segreto di fatima sono io O.o)

metti che in casa tua non c’è niente che assomigli ad un’aspirina, e soprattutto niente che non sia scaduto da almeno un anno e sei mesi ___-“ qual è il miglior peggior modo di consumare una scatola di vivin C scadute nel 2007?

(no, sul serio, continuate a leggere, giuro che all fine di questo tragico sproloquio c’è un tutorial. lo giuVo!!)

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italida consiglia: come trasformare una compatta in una reflex :D

24.09.2009

volete di più dalla vostra compatta? siete stufi di quelle tre opzioncine messe in fila che sembrano tutte uguali? vi piacerebbe poter scattare in raw, ma non potete mica, perchè la compattina capisce solo il jpeg?

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ebbene, c’è una soluzione. che non è quella di rapinare una banca per rimediare il denaro per l’acquisto di una reflex.

vi segnalo questo articolo scritto dalla cara italida (visitatevi il suo blog gente, merita. fosse anche solo per il fatto che è nero e fuxia *_* ), che spiega passo per passo come aggiornare il firmware della vostra compattina per aggiungere tante nuove funzionalità (scatto in raw, estensione dei tempi di esposizione e di apertura del diaframma, e molto altro).

ah beh, ovviamente funziona solo con le canon, perchè with canon you can.

questa piovosità mi deprime, per cui mi sento assai poco loquace. quindi passo e chiudo.

arrivederci al prossimo attacco d’arte. cccciao.

*northernstar°

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motion blur – fantasmizziamo il mondo.

17.09.2009

questo tutoria fotograFICO nasce per spiegare come sia venuto fuori questo scatto, con le personcine in movimento semifantasmizzate:

contemplation.
(lo trovate anche QUI)

spieghiamo per prima cosa che si tratta di un effetto di sfocatura in movimento chiamato tecnicamente “motion blur”, e che oltre ad essere utile ad esprimere un concetto come in questo caso, qualche volta fa proprio figo. avete mai visto quelle foto di fontane, o di cascate che paiono uscite da un film fantasy, in cui l’acqua sembra un velo? beh, se non le avete mai viste vedetele, che sono belle belle in modo assurdo (zoolander quote :P) io però non le ho mai fatte quelle. ma sono tra i miei prossimi progetti, giuro *___*

comunque il mio scatto testimonia che non vi serve per forza l’acqua (potreste sempre esercitarvi col rubinetto di casa, ma non so quanto sia artistico) potete ottenere questi risultati con qualsiasi cosa che si muova. una bicicletta che corre, le macchine in strada, le persone che camminano, le famigliole di topolini venuti fuori dalle fogne che vi attraversano la strada..

allora, come facciamo per ottenere questo effetto scia?

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bilanciamento del bianco – ovvero: combattiamo il giallo ittero delle lampadine al tungsteno!!

12.09.2009

questa settimana voglio strafare, perciò vi propongo un altro tutorial. poi ho anche scoperto che l’editor cambia il carattere di scrittura da solo, quindi dopo un momento iniziale di stizza, e dopo aver domato l’impulso di darmi a capate nel muro per aver gettato 15 minuti della mia esistemza a capire come trasformare un vomitevole timesnewroman in un più dignitoso arial, ho deciso che infondo è una cosa di cui essere contenti. eppoi se tutto mi va bene stasera vado a rimpinzarmi di torta cocco e nutella, quindi non può essere che una buona giornata :D

ma bando alle ciance, introduciamo l’argomento all’ordine del giorno: il white balancing. sembrerà stupido, ma molti ignorano le meraviglie infinite che si nascondono dietro un semplice tastino che sta lì sulla vostra reflex (notasi che anche molte compatte permettono di scegliere il bilanciamento del bianco), il più delle volte inutilizzato. però se il signor canon, o il signor nikon, o il signor pentax o tanti altri hanno avuto l’idea di mettercelo, magari vuol dire che avrà una sua ragione d’esistere, non vi pare? vediamo qual è.

avete scattato una foto al vostro nipotino di 3 anni la sera del cenone di natale (interno, luce artificiale della lampadina 60 watt a luce gialla che è sul lampadario del salone di vostra nonna), l’avete mostrata a sua madre e lei lo ha portato di corsa dal medico per chiedergli come mai il suo pargolo avesse quell’insana carnagione giallo ittero? avete fatto qualche foto ai vostri amici alla spaghettata della domenica sera (interno, luce a neon, che il vostro amico gianfranco ha le braccine corte e compra quelle lampadine a risparmio energetico che non servono a un tubo), e riguardandole vi domandate quand’è che avete stretto amicizia con il villaggio dei puffi pallidi? siete in un campo di grano a fare qualche bello scatto estivo (esterno, ma vi è andata maluccio e il cielo è così coperto che sembra di stare a londra invece che sulle colline del chianti) (oh, non vi lamentate, quando vado in giro io puntualmente viene a piovere –.-“), ma proprio non riuscite a capire perchè quelle dannate spighe vengon fuori color beige-rigurgito-di-neonato anzichè giallo oro? ebbene sì, il vostro problema è il bilanciamento del bianco!

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cappuccetto bokeh.

20.10.2008

oggi parliamo di un effetto di messa a fuoco tanto carino e simpatico che si chiama bokeh (non chiamatelo mai bokeN, per carità, che mi viene l’orticaria ).

bokeh ( ぼ け,che non è un disegnino di vostro nipote di tre anni, ma il modo in cui si scrive nella sua lingua originale) è una parola giapponese che in italiano significa sfocatura. oggi mi sento verbalmente sterile, perciò nonostante io sia una nipponofila convinta vi risparmio il monologo su quanto mi renda allegra e scodinzolante il fatto che per una volta ci siamo impadroniti di un vocabolo giapponese anzichè americano. che poi in inglese sfocatura è blur, che come parola è caruccia uguale, ma ora non ci importa

insomma, si ottiene mettendo a fuoco solo una piccola porzione di immagine, e automaticamente sfocando tutto il resto (esempi sotto). la lente poi deforma questa sfocatura, facendo apparire sullo sfondo delle forme pallose (che voi potete anche chiamare pois).

sono tanti i fattori coinvolti nella realizzazione di questo effetto (distanza del soggetto dallo sfondo, condizioni di luce, uso della messa a fuoco manuale piuttosto che automatica, ecc..) ma ovviamente ciò che pesa di più è la profondità di campo: più diaframma aperto = più bokeh. detto con i numeri, a f/2.8 lo sfondo della vostra foto sarà cosparso di deliziosi pois di luce, a f/11 ve lo sognate.

va da se che non tutti gli obiettivi sono adatti al nostro scopo bokeh-ggiante. i migliori sono i macro, alcuni teleobiettivi, e naturalmente il 50mm, l’obiettivo da bokeh per eccellenza (nel senso che non serve a nient’altro. però ve la vendono come una lente per ritratti, quindi nel caso assecondateli e fingete di non averlo comprato solo per bokeh-izzare tutto quello che avete intorno come ho fatto io).

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